CESSIONI E ASSEGNAZIONI AGEVOLATE AI SOCI: LA MANOVRA 2026 RIAPRE I TERMINI FINO AL 30/9/2026

    La Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) ripropone la possibilità per le imprese di effettuare cessioni, assegnazioni agevolate ai soci e trasformazioni in società semplici con un trattamento fiscale di favore.

    Il termine ultimo per completare le operazioni è fissato al 30 settembre 2026; i soci beneficiari devono risultare tali al 30 settembre 2025.

    Il cuore dell’agevolazione resta invariato:

    • imposizione sostitutiva dell’8% sulle plusvalenze generate in capo alla società;
    • possibilità di valorizzare gli immobili al valore catastale, anziché al valore di mercato.

    Queste operazioni, già disciplinate dall’Agenzia delle Entrate nelle circolari 26/E e 37/E del 2016, richiedono oggi un’attenzione particolare anche sul piano civilistico e contabile, poiché i bilanci 2025 dovranno tener conto delle scelte che l’impresa intende adottare entro il prossimo settembre.

     

    Aspetti contabili: il nodo della “capienza” del patrimonio netto

    Assegnare un bene ai soci significa eliminarlo dall’attivo del bilancio e ridurre, contestualmente, il patrimonio netto (riserve o capitale).

    Per questo motivo, la società deve disporre di un patrimonio netto disponibile almeno pari al valore contabile del bene assegnato.

    Il Consiglio Nazionale del Notariato, con lo Studio 46/T/2023, ricorda che non tutte le voci di patrimonio possono essere utilizzate:

    • sono ammesse solo riserve effettivamente disponibili;
    • non sono utilizzabili riserve da ammortamento anticipato, utili non realizzati o poste vincolate.

    La dottrina ha individuato tre possibili criteri di contabilizzazione (valore di mercato, valore contabile, valore normale con rivalutazione volontaria), ma lo Studio notarile esclude la terza opzione quando finalizzata unicamente a creare capienza contabile.

     

    Società di persone: ampia libertà operativa

    Per le società di persone, anche in contabilità ordinaria o semplificata, non si applicano i vincoli di tutela del capitale previsti per le società di capitali.

    Pertanto, l’assegnazione di immobili può essere effettuata anche in assenza di riserve o con contabilità semplificata.

    Occorre però prudenza in caso di patrimonio netto negativo o perdite pregresse, poiché tale situazione può generare criticità fiscali o contabili.

     

    Società di capitali: necessarie verifiche più stringenti

    Le società di capitali devono rispettare integralmente i vincoli del Codice Civile a tutela dell’integrità del capitale sociale.

    In assenza di liquidazione finale, l’assegnazione è possibile solo se:

    • il valore contabile del bene non supera le riserve (o il capitale) disponibili;
    • le riserve sono preesistenti e non create ad hoc tramite rivalutazioni volontarie.

    Se un bene ha valore contabile superiore alla capienza delle riserve, l’operazione è vietata salvo che i soci effettuino un versamento in conto capitale per integrare il patrimonio netto.

    Diverso è il caso della fase finale di liquidazione: quando si approva il piano di riparto, i vincoli sul capitale non operano più e i beni possono essere assegnati anche in presenza di un netto contabile insufficiente.

    I beni rimangono comunque soggetti alla tutela dei creditori ai sensi dell’art. 2495 c.c.

     

    Esempi pratici

    • Bene contabile 150 – riserve 100 → assegnazione non possibile, salvo versamento dei soci.
    • Bene contabile 100 – riserve 150 → assegnazione possibile, anche a un valore superiore (es. valore normale 150).
    • Bene contabile 30.000 – valore reale 400.000 – riserve 36.000 → operazione ammissibile civilisticamente, ma con possibili impatti fiscali e responsabilità verso creditori.

    Il valore civile dell’operazione dovrebbe sempre riflettere il valore di mercato, salvo consenso unanime dei soci e piena consapevolezza degli amministratori sui profili di responsabilità.

     

    Conclusione

    La riapertura delle cessioni e assegnazioni agevolate offre un’opportunità interessante per razionalizzare la gestione del patrimonio immobiliare e dei rapporti tra soci e società.

    Tuttavia, la decisione richiede una valutazione integrata tra:

    • benefici fiscali,
    • coerenza civilistica,
    • corretto trattamento contabile,
    • tutela dei creditori.

    Le imprese sono quindi chiamate a pianificare già nei bilanci 2025 le operazioni da completare entro il 30 settembre 2026, per beneficiare della disciplina agevolata in modo sicuro e conforme.

     

    Antonella Rodella – Co-Founder (Commercialista, Revisore Contabile, Consulente Aziendale)

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    Antonella Rodella – Consulente Aziendale Commercialista Revisore