GOVERNANCE E RESPONSABILITA’: LA SOSTENIBILITA’ GIURIDICA DELL’IMPRESA
Ciclo “La Sostenibilità del Valore”
La sostenibilità giuridica come vantaggio competitivo
La sostenibilità giuridica dell’impresa non è un tema per soli giuristi. È una questione strategica che coinvolge il board, il management, le funzioni di controllo e — sempre più — l’intera catena di fornitura. Il diritto ha smesso di essere un vincolo esterno: è diventato parte integrante del modello di business.
Le imprese che lo capiscono in anticipo trasformano la compliance in leva. Le altre la subiscono come costo. Un’impresa che ha investito seriamente in governance — con processi di risk assessment robusti, un Organismo di Vigilanza che funziona davvero, una rendicontazione ESG ancorata agli standard ESRS — non è solo più resiliente è anche più credibile verso stakeholder, investitori istituzionali e partner commerciali che oggi valutano il profilo di compliance come variabile di selezione.
Il fondamento codicistico: doveri degli amministratori e assetti organizzativi adeguati
L’art. 2381, comma 5, c.c. pone in capo agli organi delegati l’obbligo di curare che l’assetto organizzativo, amministrativo e contabile della società sia adeguato alla natura e alle dimensioni dell’impresa. Simmetricamente, il comma 3 del medesimo articolo impone al consiglio di amministrazione di valutare tale adeguatezza sulla base delle informazioni ricevute.
L’art. 2086, comma 2, c.c., introdotto dal D.Lgs. 14/2019 (Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza), ha ulteriormente rafforzato questo impianto, estendendo ad ogni imprenditore l’obbligo di dotarsi di assetti dal punto di vista contabile, amministrativo ed organizzativo adeguati alla natura e alle dimensioni dell’impresa. La norma introduce altresì il dovere specifico di istituire un assetto idoneo a rilevare tempestivamente la crisi e a consentire l’adozione delle misure necessarie. La violazione di tali obblighi organizzativi può dare luogo a responsabilità degli amministratori ai sensi degli artt. 2392 e 2393 c.c., nonché a responsabilità verso i creditori sociali ex art. 2394 c.c.
La responsabilità amministrativa degli enti: il D.Lgs. 231/2001
Il presidio più significativo sul piano della responsabilità d’impresa è rappresentato dal D.Lgs. 8 giugno 2001, n. 231, recante la disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica.
L’ente risponde in via autonoma per i reati commessi nel suo interesse o a suo vantaggio da soggetti apicali (art. 5, comma 1, lett. a) o da persone sottoposte alla loro direzione o vigilanza (art. 5, comma 1, lett. b). Le sanzioni irrogabili possono essere di natura pecuniaria, interdittiva (interdizione dall’esercizio dell’attività, sospensione o revoca di autorizzazioni, divieto di contrattare con la PA), oltre che patrimoniale.
L’esimente è disciplinata dagli artt. 6 e 7: l’ente non risponde se prova di aver adottato ed efficacemente attuato, prima della commissione del fatto, un Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo (MOG) idoneo a prevenire reati della specie di quello verificatosi, e di aver affidato il compito di vigilare sul funzionamento e sull’osservanza del Modello a un Organismo di Vigilanza (OdV) dotato di autonomi poteri di iniziativa e controllo.
La giurisprudenza di legittimità ha consolidato il principio per cui l’idoneità ed effettività del Modello costituiscono requisiti cumulativi e non alternativi: la mera adozione formale del documento non integra l’esimente (cfr. Cass. pen., Sez. VI, sent. n. 23401/2022, che ha ribadito come il giudice debba valutare la concreta capacità del Modello di neutralizzare il rischio-reato nel settore di attività in cui esso si è manifestato).
Considerazioni conclusive
Il quadro normativo delineato evidenzia con chiarezza come la sostenibilità giuridica dell’impresa non sia riducibile a un esercizio retorico né a un adempimento burocratico. Essa si articola in un sistema di obblighi positivi — organizzativi, informativi, di controllo e di prevenzione — la cui inosservanza produce effetti diretti sul piano della responsabilità civile, penale e amministrativa, con ricadute potenzialmente irreversibili sul patrimonio e sulla continuità aziendale.
La sostenibilità giuridica dell’impresa non è un traguardo che si raggiunge, ma un percorso continuo che richiede visione strategica, aggiornamento costante e — soprattutto — competenze multidisciplinari.
Ogni impresa è un ecosistema unico, con la propria storia, la propria struttura e le proprie ambizioni. Per questo, affidarsi a un gruppo di professionisti come VOIM, capaci di lavorare in modo integrato — giuristi, consulenti strutturali, fiscali, esperti di compliance e di governance — non è un costo, ma un investimento che genera valore nel tempo.
VOIM sarà in grado di accompagnare l’imprenditore nelle scelte più delicate, trasformare gli obblighi normativi in leve competitive e costruire quella solidità reputazionale che oggi fa la differenza sul mercato.
Selina Generali (Notaio)
Partner in VOIM – Valore Opportunità Identità Metodo
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Antonella Rodella – Consulente Aziendale Commercialista Revisore