NUOVO CODICE DEGLI INCENTIVI: APPROFONDIMENTO SU VALUTAZIONI, SPESE E CONTROLLI

    Dal 1° gennaio 2026 entra in vigore il nuovo Codice degli incentivi, introdotto dal decreto legislativo n. 184 del 27 novembre 2025, che riforma in modo organico il sistema delle agevolazioni pubbliche a favore di imprese e lavoratori autonomi.

    La principale novità è il superamento della concessione automatica degli incentivi: finanziamenti agevolati e contributi a fondo perduto saranno ora sottoposti a un sistema strutturato di valutazione in tre fasiex ante, in itinere ed ex post – con l’obiettivo di garantire un uso più efficiente delle risorse pubbliche e un reale impatto economico, sociale e occupazionale.

     

    Valutazioni lungo tutto il ciclo di vita degli incentivi

    Il nuovo modello prevede:

    • Valutazione ex ante, nella fase di progettazione dell’incentivo, per verificarne efficacia e coerenza con gli obiettivi;
    • Valutazione in itinere, durante l’attuazione, per monitorare risultati preliminari ed eventuali scostamenti;
    • Valutazione ex post, a conclusione dell’intervento, per misurare gli effetti concreti rispetto agli obiettivi iniziali.

    Questo sistema accompagnerà l’intero “ciclo di vita” degli incentivi, rendendo il processo decisionale basato su dati ed evidenze.

     

    Programmazione centralizzata e ambito di applicazione

    Il Codice punta al riordino e alla razionalizzazione delle agevolazioni statali attraverso una programmazione centralizzata affidata al Tavolo permanente degli incentivi, istituito presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

    Restano esclusi dal Codice gli incentivi fiscali e contributivi che non prevedono un’istruttoria tecnico-economica, come i crediti d’imposta 4.0 e 5.0, che continueranno a seguire regole proprie anche nel 2026.

     

    Premialità per legalità, inclusione e welfare

    L’accesso agli incentivi sarà favorito da specifici elementi premiali, che potranno tradursi in punteggi aggiuntivi, maggiori contributi o riserve di risorse. Tra questi:

    • possesso del rating di legalità;
    • certificazione della parità di genere;
    • assunzione di persone con disabilità oltre gli obblighi di legge;
    • valorizzazione del lavoro giovanile e femminile;
    • misure di sostegno alla natalità e alla genitorialità;
    • politiche di welfare aziendale e riduzione dei divari salariali.

    È inoltre prevista una quota minima del 60% delle risorse riservata alle PMI, di cui almeno il 25% destinato a micro e piccole imprese (e lavoratori autonomi, se ammessi).

     

    Spese ammissibili e maggiore attenzione alla documentazione

    Le spese agevolabili saranno definite nei singoli bandi, ma dovranno sempre essere:

    • pertinenti all’operazione finanziata;
    • tracciabili e verificabili, con documentazione completa e indicazione del codice CUP;
    • correttamente contabilizzate secondo la normativa vigente.

    Per uniformare i controlli, le spese saranno classificate secondo una nomenclatura standard resa disponibile dal sistema Incentivi Italia.

     

    Controlli rafforzati

    Prima della concessione delle agevolazioni sono previsti controlli obbligatori, tra cui:

    • verifica antimafia per gli importi superiori alle soglie di legge;
    • acquisizione del Durc per gli incentivi legati a investimenti;
    • rispetto delle regole sugli aiuti di Stato, inclusi gli aiuti “de minimis”.

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    VOIM – Valore Opportunità Identità Metodo

     


     

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    Antonella Rodella – Consulente Aziendale Commercialista Revisore