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    RATING DI LEGALITA’: COSA CAMBIA CON IL NUOVO REGOLAMENTO AGCM 2026

    L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha approvato un nuovo regolamento sul Rating di Legalità che introduce un’impostazione più rigorosa, ampliando sia i controlli sia l’elenco dei soggetti coinvolti nella valutazione. La delibera è stata adottata il 27 gennaio 2026 ed è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 33 del 10 febbraio 2026. Le nuove disposizioni saranno operative dal 16 marzo 2026.

     

    Un perimetro di verifica più ampio

    Il regolamento punta a scongiurare pratiche elusive all’interno delle imprese, andando oltre il controllo su titolare e amministratori. Oggi risultano rilevanti anche:

    • consiglieri di amministrazione
    • direttore generale e direttore tecnico
    • institori e procuratori con poteri gestionali rilevanti
    • soggetti che ricoprivano tali ruoli nell’anno precedente alla domanda

    L’obiettivo dichiarato è contrastare riorganizzazioni formali fatte solo per ottenere il rating.

     

    Requisiti minimi invariati, ma più cause di esclusione

    Restano immutati i criteri di accesso:

    • sede operativa in Italia
    • fatturato minimo di 2 milioni di euro
    • iscrizione al Registro Imprese o al REA da almeno due anni

    La vera novità è l’estensione dei motivi ostativi, soprattutto in materia penale. Il nuovo regolamento introduce un elenco dettagliato di reati che impediscono il rilascio del rating, tra cui:

    • reati 231/2001
    • reati tributari
    • caporalato
    • estorsione e usura
    • bancarotta fraudolenta
    • violazioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro

    Sono ostative non solo le condanne definitive, ma anche patteggiamenti e decreti penali irrevocabili. Per determinati reati, è sufficiente l’esercizio dell’azione penale (art. 407-bis c.p.p.).

    Novità anche sul fronte antimafia

    Entrano nel perimetro delle cause di esclusione:

    • informazioni o comunicazioni interdittive
    • misure ex art. 32 del DL 90/2014
    • controllo giudiziario
    • amministrazione giudiziaria

    Rimodulati anche i tempi di ostatività:

    • 5 anni dopo condanna definitiva
    • 3 anni dopo patteggiamento
    • 2 anni dopo decreto penale irrevocabile

     

    Maggiore attenzione agli illeciti antitrust e consumeristici

    Il nuovo regolamento assume una chiara connotazione antitrust. Costituiscono causa di diniego — se avvenuti nei due anni precedenti — i provvedimenti sanzionatori:

    • per illeciti antitrust (nazionali o UE)
    • per abuso di dipendenza economica
    • per pratiche commerciali scorrette
    • per inottemperanza ai provvedimenti AGCM

    Rimangono ostativi anche:

    • violazioni tributarie, retributive e contributive
    • revoche di finanziamenti pubblici
    • violazioni sulla sicurezza sul lavoro
    • interdittive ANAC

    Calcolo del punteggio: stelle e “+”

    Il sistema resta basato sulle stelle (da 1 a 3). Con i soli requisiti minimi, l’impresa ottiene una stella.

    Ogni requisito premiale aggiuntivo vale un “+”, come:

    • protocolli di legalità
    • sistemi di tracciabilità dei pagamenti
    • modelli 231 o funzioni compliance
    • certificazioni CSR
    • iscrizione in white list
    • codici etici e strumenti ADR
    • modelli anticorruzione
    • denuncia di reati subiti con esercizio dell’azione penale

    Ogni tre “+” si aggiunge una stella, fino a un massimo di tre.

    Nuove regole sul punteggio

    Due elementi introdotti:

    • -1 “+” se nel casellario dei contratti pubblici risultano annotazioni per gravi negligenze
    • +1 “+” per chi rinnova il rating per almeno tre volte consecutive

     

    Procedura: tempi certi e responsabilità delle imprese

    L’AGCM deve pronunciarsi entro 60 giorni dalla domanda (eventualmente prorogabili in caso di accertamenti). La collaborazione con ANAC viene formalizzata e la Guardia di Finanza effettuerà verifiche annuali sul 10% delle imprese titolari.

    Gli obblighi informativi aumentano: ogni evento che incida sui requisiti deve essere comunicato entro 30 giorni, pena revoca e impossibilità a presentare una nuova domanda per 18 mesi.

     

    Uso del rating e limiti di comunicazione

    È vietato:

    • utilizzare il logo AGCM
    • pubblicare il provvedimento al di fuori delle finalità di legge

    Le imprese possono esclusivamente dichiarare di aver ottenuto il rating e indicarne il punteggio. Le violazioni possono portare alla sospensione.

     

    Disposizioni transitorie

    Per evitare disallineamenti:

    • le domande in corso al 16 marzo 2026 si considerano ritirate se non rinnovate entro 30 giorni
    • le imprese già titolari devono comunicare eventuali nuovi motivi ostativi entro 60 giorni
    • la validità del rating si mantiene comunque fino al 16 novembre 2026 (o fino alla sua scadenza, se precedente)

    Il certificato sarà disponibile anche in inglese, aumentando l’utilità per le aziende che operano sui mercati esteri.

     

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    030 9981243 – 030 9659350

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    Antonella Rodella – Consulente Aziendale Commercialista Revisore